
Abbiamo spezzato la tappa in due parti per renderla meno dura. Siamo partiti da St Jean dopo una buona colazione presso l'ostello del pellegrino, alle ore 8.10 in direzione Valcarlos. Il percorso si svolgeva in parte sulla "caretera principal" e una buona meta' per strade minori e sentieri. Siamo arrivati a Valcarlos attorno alle 14.00 e preso alloggio presso un piccolo ma accogliente e pulito Hostal. Valcarlos e' un piccolo paese che .... essendo io da Tambre, mi ricorda Broz/Spert. Con soli 11€ abbiamo fatto una buonissima cena con primo, secondo, vino, dolce e caffe'. Ha camminato con noi Cesare, un piemontese trapiantato a Milano, di anni 69. Questa mattina siamo partiti alle 8.30 in direzione Roncisvalle. Dopo un po' abbiamo perso Cesare per strada perche' procede a piccoli passi ed e' carico come un mulo (16Kg di zaino + un altro zainetto). Il cammino si snodava tra la "caretera principal" e dei bellissimi sentieri in mezzo a boschi di quercie e faggi.

5 commenti:
Ecco: "Date a Cesare quel che è di Cesare ..." ed ora si ritrova con oltre 16Kg sulle spalle! Per fortuna che non ti chiami Pietro se no torneresti sempre indietro... e non sarebbe il caso viste le circostanze :)
PS: complimenti per la prima tappa!!
BRAVISSIMI!Sono fiera di voi!Sono sincera non ci avrei scommesso neanche le mie ciabatte bucate!Continuate così....la mia energia spirituale è in ogni caso sempre sopra la vostra testolina! Non perdete di vista l'obiettivo...vi abbraccio Gianna.
Sono tre giorni che siete partiti e già mi mancate....
Ho letto con avidità le prime notizie del vostro viaggio che rendono molto bene il clima e l'avventura che state vivendo.
L'approccio mi sembra buono, continuate così!
Felix
Da quello che sento non è solo la prova fisica che vi gratifica, ma ciò che più conta, la condivisione con una umanità che esiste e che qui forse, abbiamo dimenticato...
Baci
Ps: Toni non perdere la tua matita!!
Forza ragazzi!!
Sono con voi!!
Mi ricordate Ulisse coi suoi uomini che partono da Itaca verso l'ignoto...
Questo è per voi:
né dolcezza di figlio, né la pieta
del vecchio padre, né 'l debito amore
lo qual dovea Penelopé far lieta,
vincer potero dentro a me l'ardore
ch'i' ebbi a divenir del mondo esperto,
e de li vizi umani e del valore;
ma misi me per l'alto mare aperto
sol con un legno e con quella compagna
picciola da la qual non fui diserto.
L'un lito e l'altro vidi infin la Spagna,
fin nel Morrocco, e l'isola d'i Sardi,
e l'altre che quel mare intorno bagna.
Io e ' compagni eravam vecchi e tardi
quando venimmo a quella foce stretta
dov'Ercule segnò li suoi riguardi,
acciò che l'uom più oltre non si metta:
da la man destra mi lasciai Sibilia,
da l'altra già m'avea lasciata Setta.
"O frati", dissi "che per cento milia
perigli siete giunti a l'occidente,
a questa tanto picciola vigilia
d'i nostri sensi ch'è del rimanente,
non vogliate negar l'esperienza,
di retro al sol, del mondo sanza gente.
Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza''.
Li miei compagni fec'io sì aguti,
con questa orazion picciola, al cammino,
che a pena poscia li avrei ritenuti;
e volta nostra poppa nel mattino,
de' remi facemmo ali al folle volo,
Dante, Inferno, Canto 26
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