domenica, agosto 31, 2008

6^ tappa: Pietralunga - Gubbio km 27


data cammino, mercoledì 18 giugno 2008

Il buon signor Tinca, il non più giovane titolare dell'omonimo hotel, è già dietro al banco del bar da un paio di ore, quando verso le otto meno un quarto scendo con il mio fardello per fare colazione.
Mi apre le porte della saletta per le colazioni, mi fa accomodare al tavolo ...... si sta facendo in quattro per darmi il meglio che possa offrire. La sera prima aveva steso la mia biancheria all'interno di una "campana asciugatrice" perchè aveva visto che con l'umidità della pioggia, non si sarebbe asciugata. Si fa in quattro anche per indicarmi quella che secondo lui è la strada giusta da seguire per arrivare a Gubbio perchè dice: ".... ci si perde .... non ci sono i segni .... la settimana scorsa un pellegrino di Bolzano dopo sei ore di cammino è tornato indietro perchè si era perso ....." Mi consegna una piantina stradale schematizzata disegnata con le sue mani su di un foglietto di carta, con i dettagli importanti, a suo dire, da seguire. Pago il mio conto e mi accompagna fino al muretto della piazza che delimita la terrazza panoramica dalla quale si gode di una bella vista sulla valle e sulle colline intorno. Mi indica il colle che devo raggiungere dandomi ulteriori dettagli della strada da seguire ...... anche il vigile si avvicina e mi conferma le indicazioni di Tinca ..... ringrazio e saluto entrambi per l'attenzione e le premure prestate e mi metto in cammino.
La giornata è splendida il cielo è azzurro intenso con qualche nuvola bianca qua e la.
L'aria è frizzante ed ancora carica di umidità dovuta alla gran pioggia caduta fino alle prime luci dell'alba.
I segni gialli e i Tau sono scomparsi, non ci sono ... mi oriento con la cartina della guida e chiedendo ai pochi automobilisti che incrocio; con qualche difficoltà riesco comunque raggiungere la strada che inizia a salire verso San Benedetto.
Devo prestare molta attenzione alle descrizioni del percorso riportate sulla guida, in particolare alle indicazioni destra / sinistra. Senza riferimenti precisi si può scambiare un bivio per una altro e prendere una direzione sbagliata, la cosa migliore è affidarsi alla cartina .... cercare i riferimenti sul territorio e seguire così la via corretta ..... mi sono trovato ad un bivio che la guida descrive con un gruppo di pini e indica di girare a destra quando invece è evidente che bisogna andare a sinistra. Seguo la logica della cartina e comincio a scendere sulla strada asfaltata verso San Benedetto ..... e finalmente trovo una tabella con il Tau .... non quello dipinto da Angela, ma quello riportato sulle tabelle poste dalla comunità montana.
La tabella indica di salire verso San Benedetto Vecchio - agritur ..... la guida non lo menziona, ma dal momento che è la prima tabella che "incontro" mi pare giusto seguirla.
La salita è faticosa, ma la vista di una vecchia torre medievale che svetta in cima mi attira.
Arrivo così sulla sommità del colle dove si ergono i resti della torre medievale e ..... dietro la torre scopro un moderno agritur ..... con tanto di piscina. In effetti la guida non ne parla e arrivare fino a qui non ha nessun senso a meno che uno non decida di fermarsi. Ho occasione di parlare con i due giovani e cordialissimi gestori ..... che poco sanno dei pellegrini, ....... del cammino che passa dalle loro parti, ma che dimostrano un grande interesse perchè sarebbero ben disposti a mettere a disposizione la loro struttura a questo tipo di "opportunità turistica". La titolare mi offre un caffè e un bicchiere d'acqua fresca e prima di riprendere il cammino mi da un pezzo di torta al cioccolato fatta da lei. Ringrazio vivamente della loro ospitalità e generosità e mi incammino sul sentiero.
In realtà il sentiero fa compiere un giro lungo e assurdo perchè dopo mezz'ora di marcia, mi ritrovo nella strada poco più avanti dal punto che avevo lasciato per seguire l'indicazione della tabella.
Scendo lungo la strada asfaltata fino a raggiungere l'abbazia di San Benedetto. Anche questa come la Pieve de Saddi, completamente ristrutturata, ma chiusa ...... altra opportunità di accoglienza per pellegrini sprecata. Spero in un futuro vicino, quando saranno migliaia i pellegrini a percorrere questo splendido cammino, che tali strutture vengano aperte e costituiscano una vera e propria rete di punti d'appoggio e riferimento. Riprendo a scendere e arrivo al bivio "C. Sorbo"; a destra la strada per Gubbio asfaltata, senza traffico; a sinistra il sentiero indicato dalla guida che sale in mezzo ai boschi e prati. Il terreno è ancora umido .... penso al fango dei giorni passati ..... alla fine decido di prendere la destra ..... la via indicatami da Tinca.
Devo dire che non mi sono pentito. La strada è tranquillissima e tra sali-scendi, attraversa prati e boschi. Simpatico l'incontro con una coppia di anziani poco prima di Mocaiana. Era quasi mezzogiorno e attraversando un piccolo centro abitato mi fermo ad una casetta situata lungo la strada per chiedere alla signora che vedevo al di la della finestra aperta, se mi poteva riempire la borraccia d'acqua. La signora s'affaccia e gentilmente mi indica la fontanella che sta sul lato del giardino ....... mi chiede chi sono, da dove vengo, dove vado e tra una chiacchiera e l'altra mi invita a fermarmi per il pranzo. Anche il marito interviene ..... li ringrazio vivamente, ma preferisco andare avanti ..... la tappa è lunga. Ci salutiamo e mi porto fino a Mocaiana.
Sono quasi le due del pomeriggio e sto cercando un bar dove mangiare un boccone e soprattutto una birra fresca .... perchè il caldo si sta facendo sentire. Ed ecco che rivedo il pellegrino Fra Luca .... che spunta da un'altra direzione (.... i famosi bivi destra/sinistra) perchè ha sbagliato strada. Un incontro che mi fa venire alla mente i re magi del presepe .... che provenienti da strade diverse si ritrovano poi sulla medesima via per proseguire insieme verso la stessa meta .... che per noi in questo momento decidiamo essere una buona birra seduti!! E' stato un incontro piacevole e decidiamo entrambi di fermarci al bar. Mentre beviamo con piacere la nostra birra in attesa che ci portino il panino, si unisce a noi un ciclista di passaggio ..... non sta facendo il cammino "in bici", ma passando un periodo di vacanza pedalando sulle strade dell'Umbria. La compagnia è buona la conversazione anche ... però ad un certo punto bisogna alzare le "chiappe". Manca ancora parecchio per arrivare a Gubbio e il tempo scorre .... e io tra l'altro non ho ancora trovato dove alloggiare per la notte. I frati di Sant'Ubaldo non hanno posto .... per me .... perchè quando telefona Fra Luca il posto cè ..... ,ma lui gioca in casa ed è sicuramente favorito. La casa di accoglienza, Pier Filippini accoglie i pellegrini per minimo due giorni altrimenti no. Al convento delle clarisse di Sant'Antonio accolgono ma il prezzo è impegnativo .... insomma sono sotto le stelle e un po' preoccupato. Salutiamo l'amico ciclista e con Fra Luca mi avvio verso Gubbio. Qualcuno al bar ci suggerisce che poco più avanti c'è una fermata di un servizio navetta che porta a Gubbio. La cosa ci garba anche perchè si cammina sulla strada trafficata e completamente sotto il sole. In realtà s'è trattato di una informazione sbagliata e così ci siamo fatti a piedi tutta la strada fino a Gubbio.
Arriviamo a Gubbio verso le sei di sera.
Entro con Fra Luca nella chiesa di San Francesco ai piedi della città, ma dopo un po' lo saluto perchè vedo che lui ci tiene (giustamente) a fermarsi , mentre io devo ancora trovare la sistemazione per la notte.
Promettiamo di incontrarci ancora.!
Vado al vicino ufficio informazioni e mi faccio dare indicazioni dove trovare un albergo economico, facilmente raggiungibile a piedi. Nella lista che mi presentano riconosco l'hotel "grotta dell'angelo" che avevo frequentato molti anni addietro in occasione di un meeting di nuoto al quale partecipava mio figlio più grande Tiziano. Era stata una buona occasione per fare con mia moglie Gianna e l'altro figlio Stefano tre giorni di vacanza.
Avevo un buon ricordo del locale e quindi decido per questo ..... tra l'altro raggiungibile in cinque minuti a piedi dall'ufficio turistico al quale mi ero rivolto. Prendo finalmento possesso della mia camera che sono le sei di sera passate .... stanco, ma contento per la bella giornata, per "fratello sole" che finalmente si è fatto sentire e vedere senza timori .... e per il fatto di essere in questa splendida città. Disteso tranquillo sul letto, metto in po' in ordine le idee e dico fra me e me: "è tardi, devo lavarmi e fare un po' di bucato, la città e troppo bella da visitare .... sono abbastanza cotto .... il prezzo del'hotel non è esagerato .... quasi quasi mi fermo un giorno ..." E fu così che a Gubbio mi fermai un giorno e ne valse decisamente la pena.



























venerdì, agosto 29, 2008

5^ tappa: Città di Castello - Pietralunga km 29

data Cammino, martedì 17 giugno 2008

Ieri sera prima di addormentarmi ho consultato la guida per prendere visione della tappa di oggi.
C'è un tratto di cammino da fare su strada normale dove passa il traffico locale. Non è molto frequentata, ma il tratto è piuttosto lungo e l'eperienza del giorno prima, mi induce a pensare di trovare un'alternativa.
Mentre faccio colazione chiedo alla titolare se c'è un servizio di Bus che può fare al mio caso, cioè evitare di percorre a piedi quel tratto .... " eh lo so" dice la signora "tutti i pellegrini mi fanno la stessa domanda .... purtroppo non ci sono pullman ... però c'è un signore che fa servizio pubblico con la sua auto e la può portare fino al punto in cui termina il tratto sulla provinciale .... anche ieri una comitiva di piemontesi ... , erano una decina hanno fatto così!" .... I Piemontesi sono più avanti di me ... però il gruppo si è assotigliato a quanto pare! Decido di procedere anch'io in questo modo e così mi faccio portare fino alla località "Battifossi" da dove il cammino si svincola dalla strada provinciale e sale per una piacevole strada bianca, tra boschi.
Cammino immerso nel silenzio rotto dal ticchettio delle racchette e del Tau sulla "concha".
Penso ai sentieri di Santiago dove ovunque lo sguardo tu girassi, davanti o dietro di te, sicuramente in breve tempo sarebbe spuntata la figura di un pellegrino ..... qui sono solo e continuo a camminare solo ..... ma qualcosa succede.
Poco prima della Pieve de Saddi trovo una persona seduta su di un sasso intenta a leggere un libro ..... lo zaino al suo fianco, il cappello all'australiana in testa, le racchette appoggiate sullo zaino e la tenuta da "camminante" non lasciano dubbi: non è un turista per caso!
Mi avvicino incredulo, saluto e chiedo subito se è un pellegrino in cammino ..... alza lo sguardo e mi fa vedere il libro ..... è il libro della guida "di qui passò Francesco" ..... Bingo!
Scambiamo due parole ci presentiamo e così vengo a sapere che è un frate Francescano (Fra Luca) di 70 anni portati benissimo, di origine veneta (Rovigoto) missionario in Giappone ..... è in Italia per un periodo di riposo e sta facendo questa esperienza sul cammino ideato da Angela Seracchioli.
Alloggia e si ferma nei conventi semimati lungo il cammino e poi riparte fino al prossimo. Lo invidio in un certo senso .... io devo pensare ogni giorno a telefonare a destra e a manca con l'angoscia e la speranza di trovare un buco per la notte....! Ci salutiamo promettendo di reincontarci di nuovo cammin facendo.
Poco dopo arrivo alla Pieve de Saddi, le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Già dal III secolo dopo Cristo era un punto di ritrovo per i primi cristiani dell'alta valle del Tevere.
La struttura è completamente messa a nuovo ..... peccato sia chiusa perchè sarebbe un punto di sosta ideale per i pellegrini in cammino.
All'interno della chiesetta è conservata la famosa "costola del Drago" che sicuramente avrà attirato molti pellegrini in tempi passati ..... più verosimilmente si tratta di un osso fossile di dinosauro o giù di lì.
Riprendo la marcia lungo la stradina che diventa asfaltata e prosegue in mezzo la bosco. Mi fermo a mangiare un boccone in una piazzola usata dai boscaioli; ci sono cataste di tronchi pronte per essere portate via dai trattori.
A metà pomeriggio arrivo a Pietralunga e prendo alloggio all'Hotel Tinca .... non ho alternative se voglio restare in paese.
Pietralunga è un delizioso centro arrampicato su una collinetta posta nel fondovalle, tutto abbracciato intorno alla Rocca Longobarda che è il simbolo del paese stesso.
Mentre sto facendo la spesa viveri per la tappa di domani, comincia a piovere ..... mi prende un po' di sconforto!
Ceno nella pizzeria che il gentilissimo gestore dell'hotel, il signor Tinca, mi indica e scambio quattro chiacchiere con due donne che sono sedute al tavolo di fianco al mio. La più "informatica" delle due mi fà: "non si preoccupi perchè le previsioni dicono che pioverà fino alle 5 del mattino e poi ci sarà il sole per tutto il giorno e per i giorni successivi" ..... aveva perfettamente ragione per tutta la notte ha piovuto, anche intensamente e poi verso le cinque del mattino tutto è diventato tranquillo e al mio risveglio verso le sette uno splendido sole illuminava la vallata.

giovedì, agosto 28, 2008

4^ tappa: Le Burgne - Città di Castello

(da Sansepolcro a Città di Castello, 27km scrive la guida ...., ma per me sono di più)


data cammino, lunedì 16 giugno 2008

Prima di lasciare l'agritur, Patrizia mi chiede di scrivere due righe sul registro degli ospiti.
Ho tempo perchè la tappa di oggi fino a Città di Castello è molto breve e quindi l'accontento.
Riporto a memoria quanto avevo scritto (+ o -).
" Se io fossi un pellegrino del medioevo, epoca che ha dato lustro e merito a queste terre per le bellezze dell'arte e dell'architettura profuse, conosciute in tutto il mondo, scriverei così:
Giunto che fui in cima al colle, stanco e arso in gola, ebbi vision di esser arrivato nello paradiso. Venivo accolto da uno angelo che mi aprì le porte de uno splendido palazzo e subito spense la mia arsura con un calice di fresco e dolce nettare. Quindi venni accudito e rifocillato onde poter recuperar le forze de lo corpo stanco, sì da poter lo iorno appresso continuar lo lungo cammino e nutrir in codesto modo anche lo spirito mio.!! ..... ma sono un pellegrino dei nostri tempi e allora dirò un grazie di cuore a Patrizia e Maurizio, per come sono stato accolto, per la loro disponibilità e cordialità. Posso dire di aver trovato, per chi fa il pellegrino, un angolo di paradiso in terra.
Buon cammino anche a voi e a tutti i pellegrini che transiteranno per queste vie. "

Il cielo è coperto con dei nuvoloni neri che vanno e vengono, ma nel corso della giornata le cose andranno per il meglio. Si scende lungo una stradina di collina fino a sfociare nel fondo valle a Lerchi. Al bivio che immette nella statale faccio un curioso incontro con un automobilista che si offre a darmi un passaggio fino a Città di Castello. Dice che in città stà piovendo e tra poco lo farà anche quà ..... sono tentato .... i nuvoloni ci sono ...., ma avendo tempo a sufficenza, ringrazio e proseguo a piedi .... non vorrei prendermi un'altra tiratina d'orecchie!!
Cammino per quasi un chilometro sulla statale molto trafficata e stretta con auto e TIR che sfrecciano in continuazione .... sono quasi pentito di aver rifiutato il passaggio.
Poi finalmente il cammino esce dalla statale e sale sulla destra su una comoda stradina in mezzo la bosco, verso l'Eremo del Buon Riposo.
Comincia a fare caldo. Chiedo gentilmente ad una signora che vedo davanti all'uscio della sua villetta, se mi può riempire la borraccia d'acqua ... purtroppo non ci sono fontanelle e quindi in qualche modo bisogna arrangiarsi. Arrivato all'Eremo del buon Riposo, sento delle voci all'interno e cerco di richiamare l'attenzione delle persone che sono dentro per chiedere se possibile visitare il luogo, la guida lo consiglia ...., ma non ho risposta. Rimango con la mia curiosità e mi rimetto in marcia. Il cammino scende sempre in mezzo al bosco e offre una bella vista sulla città.
Alle porte della città , trovo un ristorantino che mi ispira e con 10,00€ mangio una buona bistecca, patatine, insalata, un quarto di buon vino rosso e caffè.
Più tardi prendo alloggio all'Hotel Umbria, buono per i pellegrini e gentilissime la titolare e la figlia. Il convento delle Clarisse aveva il numero di telefono errato sulla guida (rispondeva l'agritur le Burgne) e il monastero degli Zoccolanti era troppo fuori città e quindi ho ripiegato sull'hotel che comunque la guida riporta.
Chiaro che i costi in questo modo salgono ..... oltretutto sono solo e non posso dividere con nessuno!
Compio i "riti quotidiani" di ogni buon pellegrino (doccia, bucato, cura dei piedi ecc.) e poi esco a visitare la città che merita essere esplorata.
Forse avrò stampato in fronte "sono un pellegrino" fatto stà che faccio un incontro particolare che mi ha davvero colpito. Stavo uscendo da un tabacchino dove avevo acquistato una ricarica telefonica ( .... Tosca, pellegrina di Santiago, quanto mi costi !!!) quando mi si presenta di fronte un simpatico frate con tanto di barba bianca che mi fa un sorriso e mi allunga la mano ..... "Buongirono padre" gli dico, "sono un pellegrino mi chiamo Oriano e vengo da Belluno. Sto facendo il cammino di Francesco" .... "Sono pellegrino anch'io" mi risponde "ma di nome .... mi chiamo infatti Frate Pellegrino, sono il vescovo emerito della diocesi di Città di Castello" ....., ma che strano in 58 anni di vita è la prima volta che scambio due parole così, per strada, con un vescovo ..... per di più emerito ..... magie del cammino!! Parliamo di "pellegrini" di Città di Castello, di Belluno e poi ci salutiamo con calore. E' stato proprio un incontro inaspettato.
Visito la città in lungo e in largo e ne valeva la pena.
Per me il cammino non è solo la meta finale, ma è tutto ciò che s'incontra e quindi, visitare un luogo, una chiesa, un museo, un palazzo, parlare con la gente, sono parti del cammino.
Ecco perchè preferisco fare tappe brevi con possibilità di curare questo aspetto piuttosto che camminate di 10/12 ore al giorno.
Una buona pizza alla sera e poi dopo le telefonate a casa, sotto coperta ...... con le lenzuola e non il sacco a pelo.

3^ tappa: Sansepolcro - Le Burgne



data cammino, domenica 15 giugno 2008

Parto piuttosto tardi, perchè ho perso tempo nel cercare un bar per fare colazione.
Nello stesso bar trovo due del gruppo piemontese marito e moglie, che avendo qualche acciacco stanno andando alla stazione ferroviaria per raggiungere Città di Castello in treno.
La giornata è stupenda ..... mi auguro che regga fino a sera.
Cammino sulla strada statale molto trafficata, ma dopo il sottopasso con la E45 si procede per una stradina di campagna asfaltata, tranquilla in mezzo a campi e allevamenti di animali.
C'è molto silenzio intorno a me rotto solo dal tintinnio che il Tau produce battendo ad ogni mio passo, sulla conchiglia alla quale è legato, è un suono gradevole che mi accompagnerà lungo tutto il cammino.
Il sole è alto, sento le campane del mezzogiorno, fa caldo e la salita a Citerna mi fa sudare le sette camicie.
Mi fermo per mangiare un panino e bevo con gusto una birra ... che scende giù come acqua sui carboni ardenti. Mentre mangio, seduto su di un muretto, grossi nuvoloni minacciosi, mi passano sopra la testa .... temo che il tempo bello non regga fino a sera. Giro un po' per il paese che è grazioso e vale proprio una visitina .... peccato che le chiese siano chiuse! Percorro il camminamento medievale coperto molto ben recuperato e riprendo la via del cammino.
Il paesaggio si fà veramente bello e dolce, mi trovo in mezzo tra le colline della Toscana e dell'Umbria.
Mi fermo ad un bivio per consultare la cartina, un uomo intento ai lavori dei campi mi vede, capisce che sono un pellegrino e indica la via da prendere .... una situazione che mi ricorda un po' Santiago...!
Dopo la discesa da Citerna, il cammino riprende a salire. E' la caratteristica di questo cammino, un continuo sali scendi, su e giù. L'ascesa è piuttosto lunga, arrivo alla sommità del colle abbastanza stanco ...... sono le 16.00, Città di Castello è ancora distante .... e decido di fermarmi qui all'agritur "le Burgne" anche perchè in previsione, avevo già prenotato .....!
L'accoglienza è squisita; come arrivo, la titolare mi offre un aperitivo fresco della casa e della sangria ...... troppa grazia buona gente!
Come alloggio ho una camera matrimoniale superconfortevole e dopo doccia e il bucato scendo in giardino. Mi fermo a parlare con una giovane coppia di Cesena e dei loro amici che stanno soggiornando all'agritur, interessati al cammino che sto facendo, al cammino di Santiago .... insomma alle esperienze da pellegrino.
La cena è ottima e abbondante (... anche il vino) e ottima è anche la compagnia di Maurizio e Patrizia la titolare del locale. Maurizio, ceraiolo di Gubbio, mi racconta tutta la storia della corsa dei ceri di Gubbio.
Patrizia, la titolare, mi racconta di come qualche anno fa ha conosciuto Angela Seracchioli, l'ideatrice di questo cammino. "C'era una tormenta gelida quando Angela bussò alla porta, infreddolita, infangata, bagnata fradicia, con nelle mani un secchiello di colore giallo e un pennello gocciolante .... stava segnando il cammino e chiedeva di poter entrare a riscaldarsi. Avevo già chiuso il locale e terminate le pulizie ..... come potevo far entrare "questa ..." in simili condizioni ..... mi avrebbe infangato il locale al punto da dover ricominciare nuovamente le pulizie ...... ma non potevo lasciarla fuori al freddo e sotto la pioggia ..... e così ci siamo conosciute" e "le Burgne" è diventato un punto di riferimento per i pellegrini.
Anche questo fa parte della storia del cammino.
Il cielo è grigio, fa fresco ma non piove. Sono le dieci di sera passate e vado sotto coperta ..... domani è un altro giorno e si vedrà!

2^ tappa: Eremo del Cerbaiolo - Sansepolcro km 29




data cammino, sabato 14 giugno 2008

Sveglia poco prima delle sette. Subito do uno sguardo fuori dalla finestra. Non piove il cielo è coperto, ma qualche squarcio di azzurro quà e là fanno sperare per il meglio ...... voglio essere ottimista!
Raccolgo la biancheria che con l'ausilio di un "Phone" sono riuscito ad asciugare ..... anche gli scarponcini sono asciutti. Preparo lo zaino e scendo a fare colazione.
Daniele, un ragazzo di Ravenna, ieri sera ha dato il cambio ai due milanesi che si portavano all'ostello francescano. Anche Daniele passa i suoi fine settimana a dare una mano a Chiara ..... in un certo senso ammiro queste persone per la volontà di fare veramente qualcosa di concreto nei confronti di chi ha bisogno.
Saluto cordialmente Chiara, questo personaggio unico, fuori dal tempo ..... che non potrò mai dimenticare.
Mi rimetto quindi in cammino, ma dopo neanche mezz'ora, incomincia a piovere.
Estraggo dallo zaino la solita mantellina e il copri zaino e mentre sono intento in queste operazioni, un "pensionato" in cerca di funghi, sta scendendo con un fuoristrada lungo lo stesso mio sentiero. Ne approfitto per chiedergli conferma di essere sulla strada giusta per il valico di Viamaggio. Viste le condizioni meteorologiche e del terreno fangoso, è un po' dubbioso che quella sia la strada migliore e mi consiglia di seguire la carrareccia che passa poco più sotto ..... anzi si offre gentilmente di darmi uno strappo. La tentazione è forte ..... la pioggia sta aumentando e cedo all'invito e così mi porta fino al valico. Lo ringrazio del buon cuore e mentre sta piovendo e una gelida nebbia copre tutto, entro nella locanda omonima .... in attesa che il tempo migliori.
Circa un'ora dopo vengo raggiunto dal gruppo dei pellegrini incontrati ieri al bar di Pieve di Santo Stefano. Sono in diciotto e vengono dal Piemonte. Renzo, il capogruppo con il quale faccio amicizia, mi fa sapere che l'età media del gruppo è di 63 anni .... complimenti! Qualcuno si meraviglia della mia presenza così in anticipo rispetto a loro, ma soprattutto del fatto che, mentre loro sono fradici e infangati fino alle ginocchia io sono bello asciutto e pulito ..... svelo il mistero del passaggio in Jeep e mi prendo una tiratina di orecchie ....!
"Fratello sole" finalmente ha la meglio, la nebbia si dissolve e così decidiamo di partire.
Faccio da apripista anche perchè il gruppo procede più lento. Dopo poco più di mezz'ora ricomincia a piovere e camminare in mezzo al bosco diventa difficoltoso. Si scivola e qualcuno del gruppo cade nel fango .... tra le risate di tutti!
Il gruppo è rimasto un po' indietro, ma sento le loro voci. Finalmente esco dal bosco e sempre sotto la pioggia procedo per una carrareccia con ghiaino.
La strada buona finisce poco dopo, perchè poi continua in terra battuta .... che con la pioggia si è trasformata in un pantano immenso. Cammino in queste condizioni per più di un ora .... poi la pioggia finisce le nuvole si aprono, il sole e l'azzurro del cielo danno una carica di ottimismo ..... e anche la strada ridiventa percorribile.
Arrivo al pian delle Capanne alle 13.00 (le indicazioni dei tempi di percorrenza che si leggono sulle tabelle sono fuorvianti ...).
Nuvoloni neri si alzano nuovamente di fronte a me nella direzione di Montecasale .... ancora pioggia ..... ancora fango?? NooooOO! per favore! BastaaAAA!
Decido così di prendere una deviazione su strada normale che porta fino a Sansepolcro saltando purtroppo il convento di Montecasale.
Prima di entrare in città una deviazione fa risalire nuovamente il percorso ..... è il colpo di grazia .... dopo 8 ore di cammino non ci voleva, ma è l'ultimo sforzo. Su questo breve sentiero alle soglie della città, incrocio un capriolo e due serpenti .... come incontri ravvicinati non è male .... ieri un cinghiale .... mi mancano due coccodrilli e un orango tango, l'aquila reale .... e poi posso cantare la canzoncina che imparano tutti i bambini all'asilo!! Arrivo all'ostello dei frati cappuccini verso le 17.00 con un sole splendido (finalmente!), in tempo per fare una bella doccia e il bucato, pantaloni e scarpe compresi. Faccio conoscenza con Padre Pier Maria direttore del collegio. Parliamo un po' di pellegrini, di Chiara l'eremita del Cerbaiolo e mi fa visitare tutta la struttura, cucine, cantine, camere, sala mensa. Dopo un'ora abbondante arrivano anche i piemontesi .... pure loro viste le condizioni meteo hanno evitato di passare per Montecasale. Usciamo a cena assieme .... questa sera non sono solo, ma in compagnia

martedì, agosto 26, 2008

1^ tappa: La Verna - Eremo del Cerbaiolo Km 27


data cammino, venerdì 13 giugno 2008

Più che una notte di sonno, la mia è stata una nottata di dormi-veglia, di sonno leggero.
Sento lo scrosciare della pioggia fino a notte profonda e poi finalmente il silenzio.
La luce del mattino entra dalla finestra e non riesco più a dormire ..... gli uccelli cantano.
La cosa mi rincuora perchè penso che sarà una bella giornata.
Sono le 6.45 quando mi alzo ..... do uno sguardo fuori dalla finestra ..... delusione, non piove , ma c'è ancora nebbia ..... sembra che "fratello sole" lotti disperatamente per aprirsi un varco, ma per il momento sta perdendo.
Preparo lo zaino, appendo la "conchiglia" di Santiago sopra la quale lego un "Tau" comperato nel negozio di souvenir del monastero e scendo nel salone a fare colazione ..... non riesco a partire senza fare una buona colazione.
Con sorpresa vedo allineati nel ballatoio che porta alla sala ristorante una lunga serie di zaini ..... mi dico: "allora non sono solo !!" ..... ma non vedo nessuno. Forse sono turisti
Saluto i miei compagni di cena della sera prima e scambio l'indirizzo e-mail con Marina di Padova, interessata a sapere di più sul cammino e i cammini in generale.
Esco dal monastero; non piove e la nebbia avvolge tutto.
Non so perchè ma appena sento il rumore dei miei passi e il ticchettio dei bastoncini ..... sono contento e cammino leggero nonostante gli 11 kg dello zaino ..... sono di nuovo in cammino .... adesso si fa sul serio!
Controllo sulla guida il percorso e vado alla ricerca dei "tau o delle frecce gialle" che indicano la strada giusta da seguire.

Il sentiero è buono ma dopo poco comincia a inerpicarsi e si trasforma in una pista di fango.
I miei poveri scarponcini reduci da Santiago, si immergono fino a metà e avanzo con difficoltà. Le racchette sprofondano nella melma e ogni volta che le estraggo fanno lo stesso rumore di quando si stappa una bottiglia di buon vino.
Mi consolo pensando al meglio che potrò incontrare e anche perchè ogni tanto il sole fa capolino e tra le nuvole si apre qualche squarcio di azzurro.
Sul sentiero fangoso trovo le tracce fresche del passaggio di un cinghiale ..... spero di non fare qualche incontro ravvicinato ....!
Il cammino va un po' su e giù tra boschi di abeti e faggio.
Oltre ai segni tracciati da Angela (il Tau e la freccia gialli) ci sono delle tabelle che riportano l'indicazione del "Tau" ..... insomma qui non ci si perde!
A mezz'ora di strada da Pieve di Santo Stefano, comincia a piovere e prendo dallo zaino l'attrezzatura anti pioggia.
Mi fermo ad un bar per mangiare un panino ..... giusto in tempo, perchè si scatena un grosso temporale. Mi rallegro convinto che così facendo il tempo si sfogherà e quindi dopo arriverà il bello.
Il temporale finisce e riparto. Passando davanti ad un altro bar incontro un gruppo numeroso di pellegrini che stanno mangiando. Sono partiti anche loro da La Verna ( ..... ecco svelato il mistero degli zaini...) e sono diretti al Cerbaiolo; scambiamo due parole, li saluto e ci diamo appuntamento all'eremo. In realtà loro si fermeranno all'ostello Francescano che si trova poco prima dell'eremo per cui di fatto, non ci vedremo.
Viste le condizioni del terreno causa la pioggia, seguo il consiglio della guida e decido di arrivare all'eremo lungo la carrareccia. Appena preso l'imbocco della strada, comincia di nuovo a piovere copiosamente.
La mantellina aiuta a tenere fuori la pioggia ..... ma trattiene l'umidità prodotta dal sudore e dopo un po' non so se sono più bagnato fuori o dentro.
Penso che alla fine l'uso di un buon ombrello sarebbe più efficace. Anche le scarpe danno qualche segno di cedimento e sento i piedi bagnati ..... Vado avanti e quando l'eremo è finalmente a vista , un timido sole si affaccia e finisce di piovere.
Suono alla porta e dopo un po' mi apre Chiara, l'eremita. Cammina con fatica; i suoi 80 e più anni e qualche acciacco la stanno mettendo in difficoltà. Vive qui in questo gioiello della storia monastica, da sola fin dal 1966. Durante la seconda guerra mondiale i tedeschi bombardarono e distrussero l'eremo ed è grazie alla volontà di Chiara e alla sua determinazione se l'eremo è stato ricostruito esattamente come era prima, pietra su pietra.
Questo è diventato il suo mondo; vive con le sue capre, i suoi cani, gatti e animali di ogni specie.
Sono il solo ospite ...... mi sento un eremita anch'io!
Con qualche difficoltà riesco a farmi una doccia calda e un po' di bucato .... metto tutto ad asciugare all'aria aperta, ma il tempo non aiuta; cala nuovamente la nebbia e scende una fastidiosa pioggerellina. Fa anche un po' freddo.
Scendo in cucina per scambiare due parole con Chiara.
Sta curando dei gattini appena nati che sono stati abbandonati dalla madre.
Chiara è stanca, mi racconta un po' di sè della sua scelta di vita di come ha iniziato e come è arrivata li.
Sono quasi le sei del pomeriggio e decido di fare un giro a visitare l'eremo
Prima di sera arrivano due coniugi di Milano. Sono amici di Chiara e passano qui i loro fine settimana, per darle un aiuto.
Ceno con loro, ma la conversazione è "stanca" .... sembra quasi che la presenza di un pellegrino dia loro fastidio. Cerco di coinvolgerli in discorsi di cammini, di pellegrini ed altro..... ma non seguono .... sono abbastanza rivolti su se stessi e su quello che stanno facendo; sul tavolo c'è un pezzetto di formaggio che avrei mangiato volentieri anch'io ..... ma lo tenevano stretto dalla loro parte come fosse cosa loro .... e non hanno fatto nessun segno per condividere. Boh! forse la fatica della giornata mi sta appesantendo la mente e vedo quello che non c'è.
Vado a letto presto, fuori continua piovere e tra il mio bucato steso e l'umidità della serata ..... i vetri della cameretta gocciolano e il freddo si fa sentire.
Aggiungo una coperta al mio sacco a pelo e chiudo gli occhi. E' passata la mia prima giornata di cammino.





Un po' di storia dell'eremo

L'arrivo a La Verna

Di qui passò Francesco

data cammino, giovedì 12 giugno 2008

Continuo a rimandare la partenza di questo mio cammino perchè le previsioni metereologiche non promettono niente di buono.
Oggi però ho deciso di partire ..... il tempo sarà quel che sarà, ma a rinviare continuamente in attesa di condizioni più stabili e migliori, mi sta stancando.
Il treno da Belluno parte in perfetto orario ..... faccio un breve inventario mentale per verificare di non aver dimenticato nulla di quello che serve ..... mi pare di essere a posto.
Il cielo è coperto, ma non piove, sarà così fino a sera quando invece pioverà.
Sono in viaggio, ho tutto il tempo per per pensare e faccio un colpo di telefono all'amica pellegrina Tosca, che sta facendo il cammino di Santiago da sola. Ci siamo conosciuti attraverso il mio sito internet (www.pellegrinibelluno.it).
La sento carica ed entusiasta e questo carica anche me.
Siamo tutti e due in cammino da soli ..... in posti diversi ma i passi dei pellegrini si incrociano magicamente sempre!!!!
A Bologna il treno per Arezzo è in forte ritardo ...... nessun problema ..... la "non fretta e la pazienza" sono del pellegrino!
Avverto comunque la differenza con il cammino di Santiago.
Anche allora feci il viaggio di avvicinamento in treno e a mano a mano ci si avvicinava al punto di partenza del cammino, si identificavano sempre più tra la folla nelle stazioni, i pellegrini che erano in procinto di fare la stessa esperienza.
Qui invece sono l'unico .... partito solo e arrivato solo.
Ad Arezzo c'è il cambio e in attesa di partire con l'accogliente trenino che porta a Bibbiena, faccio in tempo a consumare un panino ed una birra al bar della stazione.
Da Bibbiena poi, un comodo Bus mi porta proprio fino al piazzale del monastero di La Verna ..... scopro che questo servizio viene fatto solo d'estate, dalla fine delle scuole fino alla ripresa, altrimenti si ferma in paese e al monastero ci si arriva a piedi.
Prendo alloggio in una cameretta singola con bagno, un'accoglienza non certo da pellegrini ..... ma essendo la prima notte va bene così.
Non vedo altri pellegrini .... mi viene in mente l'arrivo a St. Jean Pied de Port con la coda di pellegrini, che zaino in spalla, dalla stazioncina del treno, in colonna marciava verso il primo ostello.
Sono le tre del pomeriggio ho quindi tutto il tempo per visitare come volevo il monastero.
L'ambiente è molto suggestivo anche se ovviamente meno impervio e selvaggio di quando visse Francesco.
Frati e suore francescani sono in ogni dove.... singolare l'incontro con un frate Koreano nella discesa al "sasso spicco", che poi incontrerò anche a San Damiano ad Assisi.
La presenza di San Francesco si avverte ovunque ..... mi sento proprio sui suoi passi ....! Tutto parla di lui ..... la grotta dove dormiva e veniva svegliato da "frate falcone", la rupe dove precipitò tentato dal demonio, la cappella costruita sul posto dove ricevette le stimmate, il suo saio e il bastone che usava per camminare.
E' proprio il luogo ideale per iniziare questo cammino, la suggestione è forte.
Sento freddo ..... il monastero è a 1.128 m di quota, cala anche la nebbia e verso le sei di sera comincia a piovere .... e lo farà per tutta la notte.
Coinvolgente il vespro dei frati in chiesa, con i loro canti accompagnati dall'organo ..... sembrava di essere catapultati in un'atmosfera dal sapore medievale.
Vado a cena e al tavolo faccio la conoscenza di una coppia, non più "giovane" dalla Liguria e di Marina da Padova. La conversazione a tavola è buona ..... la cena un po' meno; ci raccontiamo a vicenda delle ragioni della propria presenza in questo luogo .... e anche quì scopro la differenza con il cammino di Santiago: nessuno sapeva cosa fosse questo cammino e dell'esistenza dei "cammini" in generale.
Vado a letto abbastanza presto. Durante la notte continua piovere, ma spero sempre che al mattino ci sia "fratello sole".

martedì, luglio 08, 2008

il Cammino "Di quì passò Francesco"

Dopo mesi di "pensamento" il 12 giugno del 2008 sono partito da solo per fare il cammino ideato, "creato" e realizzato da Angela Seracchioli "di quì passò Francesco".
Il cammino si snoda da La Verna in Toscana, attraversa tutta l'Umbria passando per Gubbio, Assisi e termina a Poggio Bustone in provincia di Rieti nel Lazio.
Faccio il copia incolla della mail che ho spedito agli amici, la sera prima di partire:
"Cari amici tutti,
giovedì 12 parto per un nuovo cammino, più impegnativo... più semplice .... più bello .... più brutto .... chi lo sà ?
Sicuramente più breve del cammino di Santiago (386Km .... se li faccio tutti).
Parto da solo, il mio compagno di cammino Toni è troppo preso con i lavori della casa e in questo periodo non può certo distrarsi.
Sarà per me un'esperienza del tutto nuova.
Non nascondo che paure e dubbi a mano a mano che si avvicina la data della partenza, mi stanno ronzando nella testa come un nuvolo di vespe.
Ce la farò ?

Mi andrà tutto bene?
I miei piedi terranno duro o mi faranno ancora qualche scherzo?
Spero di potervelo raccontare al mio ritorno e soprattutto vorrei poter arrivare fino in fondo anche questa volta.
Se così non sarà ...... vorrà dire che ci riproverò.
Una cosa è certa vi porterò con me perchè comunque, "volenti o nolenti" siete parte del mio mondo.
Non terrò nessun blog in diretta, non voglio essere legato a vincoli giornalieri, ma avere più tempo per "godere" di tutto quello che il cammino mi offrirà.
Vi allego un link (YouTube) che un amico pellegrino spagnolo mi ha mandato e che documenta molto bene dove e come si sviluppa questo cammino.
Basta che "clicchiate" il bottone al centro dell'immagine e partirà il documento filmato.




Una saluto a tutti e buen camino siempre,
Oriano"

martedì, ottobre 30, 2007

cosi iniziò la storia

Per vedere l'album completo delle fotografie fatte durante il cammino, clicca sotto.

Le foto del cammino

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Le origini del Cammino


Storia o leggenda che sia, il cammino ha costituito in più di mille anni di vita un richiamo continuo per migliaia e migliaia di pellegrini da tutto il mondo. Nel 1993 l'UNESCO dichiara il cammino di Santiago, "patrimonio mondiale dell'umanità".
Nel filmato che segue raccontiamo le sue origini e lo sviluppo fino ai nostri giorni.

NB: per far partire il filmato, clicca sul bottone al centro dell'immagine o in basso a sinistra dell'immagine stessa.


lunedì, luglio 17, 2006

Versione stampabile dell'intero blog

17/07/2006
E' stata creata una versione versione stampabile di tutto il blog (formato .pdf - 15Mb di spazio)
Nel sito www.pellegrinibelluno.it c'è inoltre la possibilità di scaricare sempre in formato .pdf, anche la guida al cammino.
Ho approfittato di questa operazione di conversione, per fare alcuni aggiornamenti, senza stravolgerne però il contenuto. Infatti, è stato aggiunto qualche pensiero in più, che nella foga delle giornate del cammino non avevamo avuto modo di inserire e sono state apportate le dovute correzioni ortografiche (che erano abbondanti) e soprattutto sono state aggiunte delle foto, per rendere l’insieme più colorato e piacevole.
Oltre alle tappe, ho raccolto anche le pagine dei relativi commenti, così come inseriti nel blog, dagli amici che ci hanno seguiti in questa avventura.
Durante il cammino non è stato facile tenere aggiornato il blog. Alle volte non c’erano computer e internet disponibili; alle volte il tempo era limitato perché in molti chiedevano l’uso dell’unico computer disponibile; alle volte eravamo stanchi e non avevamo proprio voglia di metterci alla tastiera.
Quasi mai poi, c’era la possibilità di scaricare le foto per la mancanza dei supporti tecnici necessari.
Comunque abbiamo fatto del nostro meglio.
Buona lettura.

venerdì, giugno 30, 2006

Il ritorno a casa (30/06/2006) ore 19.06


Ringraziamo tutti quelli che ci hanno sostenuto, pensato, letto e scritto, interagendo con questo blog. Non è' stato facile per noi, lungo il cammino, poterlo tenere aggiornato con le descrizioni delle tappe e l'inserimento delle foto, ma ci siamo riusciti, magari in differita se non sempre in tempo reale. Un ringraziamento particolare alla redazione locale del Gazzettino che ci ha seguiti con quello, che ormai era diventato, un appuntamento domenicale per i lettori, scrivendo la cronaca della nostra settimana di cammino.

Il cammino di Santiago è lì, da 1200 anni. Sta aspettando anche voi. Coraggio e gambe in spalla!

Buen camino, ultreya e suseya
Oriano e Toni

www.pellegrinibelluno.it

giovedì, giugno 29, 2006

35^ tappa: Santirene - SANTIAGO km 22


28/06/2006 - 775Km percorsi!
E' fatta! alle ore 14.10 siamo arrivati in piazza dell'Obradorio davanti all'imponente facciata della Cattedrale.
Oriano scrive:
Non mi sembra vero. Sono partito con tanta volontà ma anche con tanti dubbi e paure di non riuscire ad arrivare in fondo ed ora sono al centro della piazza dell'Obradorio, e la cattedrale è di fronte a me, con la sua facciata barocca, i suoi campanili, le sue scale che sembrano incrociarsi tra di loro. Mi rendo conto che è tutto vero e che dopo trentacinque giorni, 775 km di cammino, attraversando i Pirenei, la terra del pane e del vino della Rioja, gli altopiani di Burgos e Leon, le Mesetas e la verde Galizia ora sono proprio qui, al cospetto delle cattedrale di Santiago de Compostela. La fine, (o l'inizio?) del mio cammino.
Non scriverò altro sul blog di quello che oggi ho provato e sentito; è una pagina troppo mia personale che non riuscirei in nessun modo buttare giù. Solo dentro di me riesco a trovare le parole che possono descrivere la moltitudine di emozioni che mi travolgono. E' la pagina più bella, quella che ho sognato tanto, è la pagina del mio cammino.
Voglio comunque ringraziare tutti quelli che hanno seguito quest’avventura, sul blog e sul Gazzettino e che ci hanno sostenuto in tutti questi 35 giorni di cammino.
Ringrazio in particolare:
- l'amico Tony con il quale ho condiviso ogni centimetro di questa lunga marcia.
- i miei piedi e le mia gambe che mi hanno portato fino qui.
- le mie spalle e la mia schiena che hanno sorretto il peso dello zaino (la mia casa per 35 giorni).
- le mie mani e le braccia che con il ticchettio delle racchette hanno alleggerito la fatica di gambe e spalle.
- la mia mente che anche nei momenti duri non ha ceduto alla tentazione di mollare tutto.
- mia moglie Gianna che mi ha sorretto e confortato ogni giorno (Vodafone ringrazia...)
- ed in fine chi sta sopra a tutti noi che mi ha protetto e guidato fino alla meta.
Ho portato con me un pensiero per tutti coloro che me lo hanno chiesto e per tutte le persone a me vicine e care.
Antonio scrive
In ns arrivo a Roncisvalle del 25-05-06 e' stato un'immersione nella magicita' che il luogo ispira.
A parte l'ambiente della colleggiata, austero ed imponente; a parte la suggestiva ed insolita cerimonia della benedizione del pellegrino; ed a parte la tensione dei primi giorni per la novita' e l'eccitazione del viaggio e delle incognite da superare, posso dire ora ,che abbiamo finito il cammino e l'emozione e' grande, che questo ci ha dato modo di incontrare tante persone meravigliose..Di queste pero',due le ricordo in modo particolare perche', come una meteora che cade sulla terra, hanno lasciato traccia in me del loro passaggio.
Mi riferisco a Gustavo il Cileno ( forse gia' da me o Oriano citato ) e di Jose'lo spagnolo.
Gustavo ,uomo eccentrico ,goliardico ,e con uno spiccato modo di fare latino, ma permeato in ogni suo gesto di una ricca umanita' offerta ,come dicevo, in modo goliardico.
Un sorriso, una battuta, un aiuto a tutti i nuovi arrivati, questo sembrava essere il suo motto.
Per noi ed il ns piacere ,in attesa dell'apertura dell'ostello ,ci ha condotti in riva al fiume per un salutare pediluvio e ci ha mantenuto allegri fino a sera facendo passare le stanchezzeRicordo invece ,con tristezza ma con molto affetto ,Jose', con lui abbiamo solo cenato, ma in poco tempo ci ha raccontato la storia della sua vita e la profonda motivazione del suo cammino.
Partito da Roma per ricevere tutte le indulgenze concedibili al fine di ottenere come grazia la guarigione della figlia affetta da sclerosi multipla.
Questa e' fede senza si e senza ma, con la sola certezza del risultato finale ; come lo invidio!
Alla mia richiesta di come poteva essere aiutato, ha risposto " con una preghiera ,a Santiago chiedete di me e vi risponderanno che mi hanno conosciuto e pregato per me "
Scrivo ora questi pensieri, in quanto in cuor mio speravo di rivedere queste persone.
Lungo il cammino ne ho conosciute ancora tante ugualmente ricche di umanita' e non se ne abbiano a male se non le cito , ma queste due ora che sono arrivato le ritengo ancora le piu' rappresentative del cammino, un po' i due estremi.
Oggi che sono arrivato, ed a bocce ferme come si usa dire, mi accorgo che l'alone magico e' dentro di me mentre mi sembra meno presente ed attutito nel contesto generale in cio' che mi circonda.
Molti pellegrini si inseriscono nel cammino negli ultimi km ( sembra a me )con spirito un po' vacanziero e senza sacrifici, a piedi pero' con il supporto di un mezzo motorizzato, auto ,camper, bus, taxi, non hanno secondo me un vissuto da pellegrino, non hanno condiviso emozioni e dolori nelle prime tappe,non hanno avuto il tempo di togliersi di dosso la patina di superficialita' e condizionamento che la societa' impone e che secondo me si perde almeno dopo 10 gg di cammino vissuto.
Praticamente non si sono ancora guardati dentro e non sono pronti ad ascoltare se stessi prima e gli altri poi; la fretta , il bruciare le tappe, il lavoro, per loro e' ancora retaggio di un vissuto quotidiano.
Nel cammino c'e' chi cerca risposte ai grandi temi della vita : chi sono ? da dove vengo ? perche' esisto ? cosa faccio e cosa ho fatto per gli altri ?
Io per il momento ho trovato solo conferma alla gratuita' del benessere che ho ricevuto da questo viaggio, gratis il sole , la natura, il paesaggio, il sorriso e la cordialita'delle persone incontrate (vedi in foto il sorriso di Michela e Barbara, i nostri angeli dell'ultima tappa), gratis la vita che ho ricevuto e che mi ha concesso la salute per intraprendere questo cammino, gratis l'appoggio della mia famiglia che mi ha supportato affinche' potessi raggiungere questo obbiettivo, gratis la partecipazione di tutti gli amici e gratis la compagnia e supporto del mio compagno di viaggio.

mercoledì, giugno 28, 2006

34^ tappa: Ribadiso - Santa Irene / Km19

27/06/2006 -20km a Santiago. Domani alla meta!
Tutto fila liscio sotto un bel sole, tra i boschi di eucalipto. La Galizia dopo alcuni giorni di cielo plumbeo, ci regala il sole. Ormai non vediamo l'ora di arrivare davanti alla cattedrale di Santiago, tutto il resto conta poco. La verde Galizia con i suoi boschi incantati, i mille ruscelli e i pascoli, scivola via, piano piano, sottoi nostri scarponi. Ci fermiamo a Santa irene in un ostello privato. E' abbastanza presto è da poco passato mezzogiorno, ma decidiamo di fermarci qui per caricare le pile per il "rusch" finale di domani.

33^ tappa: Palas de Rei - Ribadiso - Km 24

26/06/2006
La tappa di oggi si presenta ugualmente movimentata come paesaggio e percorso. Gli "Horreos" (vedi foto), i caratteristici silos simili a capitelli, utilizzati per la conservazione del mais, li troviamo oramai da per tutto. Il cammino è un continuo saliscendi di collinette, che attraversa boschi di querce, alternati a boschi di eucalipto, ruiscelletti d’acqua; guadi e posti da “Elfi” non mancano. Con grande mia gioia, dopo giorni che dicevo tra me e me questo è l’abitat giusto per i funghi, ecco apparire al lato del sentiero una coppia di profumatissimi porcini. Il primo pensiero è stato di farci una pasta alla sera, ma l’incognita su dove avremmo alloggiato, mi ha fatto propendere a lasciarli sul muretto di ingresso di una casa trovata due km dopo. (.. un pò di “provvidenza” anche per i locali!)
Giunti a Ribadiso all’albergue, la gentile ospitalera Paula ci ha detto che era già al completo; l’alternativa proposta era di dormire sul pavimento o trasferici presso una casa privata. Optato per la seconda soluzione, siamo stati portati in auto fuori itinerario presso una fattoria con 100 capi di bestiame; l’abitazione è bella, nuova e pulita, con 28 € di dispone di una camera con bagmo molto ampia ed arieggiata, con vista sulle campagne circostanti, comprensiva della cena e della prima colazione. Alla sera il proprietario ci ha fatto visitare la sua azienda, illustrando tutta la catena di produzione del latte delle sue vacche: udite, udite un litro di latte in Spagna costa € 0.50 – 0.75, contro € 1.10 – 1.30 ( meditate gente!)
Toni scrive:
Si lavora e si produce anche per migliorare il nostro stato sociale, per la carriera, per sentirsi gratificati, per mostrare a tutti il proprio status simbol, non importa come qualcuno magari lo raggiunga. I “media”, tutti i giorni, indirizzano le nostre menti verso il superfluo, con messaggi sempre più martellanti e non ci rendiamo conto della vacuità di questi messaggi. Gli assorbiamo, senza più reagire in quanto il condizionamento è totale.
Solo dopo almeno 10 giorni di vita spartana, mi sono accorto di quante cose che fino ad ieri erano essenziali, oggi nemmeno senti la necessità di avere.
Il mondo del “pellegrino” ruota attorno al proprio zaino, ed agli ostelli; niente auto, niente televisione, niente bei vestiti, niente riunioni inutili di lavoro, niente case piene di tutto che mai hai usato e probabilmente mai userai. Solo cose essenziali per vivere da umani ed essere accettati dagli altri. (leggi sapone e vestiti) e tanto tempo a disposizione per cogliere gli aspetti belli del mondo che ti circonda: natura e persone.
Persone con le quali riesci ad avere un rapporto non freddo e sbrigativo, ma profondo ed intenso perché la disponibilità del tempo elimina le tensioni e fa emergere l’umanità che c’è in ciascuno di noi.
Consiglierei a chi ha figli di far fare l’esperienza del Cammino di Santiago: in famiglia se i figli sono piccoli, se invece già grandicelli , da soli o in compagnia di pochi selezionati amici.
Imparerebbero cosa è veramente necessario e lo saprebbero ben distinguere dal superfluo, pur godendone e questo è per me essenziale in questo mondo, dove tutto sembra dovuto.

martedì, giugno 27, 2006

32^ tappa: Portomarin - Palas de Rei Km 24

25/06/2006
Tragitto movimentato per continui sali scendi, si lascia Portomarin attraversando su ponte in ferro un braccio del lago artificiale. Ci sono nebbie che precludono la visuale del panorama che ci circonda e sembra che debba piovere da un momento all’altro. Per nostra fortuna, a parte Leon, non sappiamo cosa sia la pioggia in mezzo alla campagna. Si passa da allevamenti di vacche allo stato brado a stalle moderne con allevamenti in batteria.
Lungo il percorso si trovano anche allevamenti di galline i cui allevatori sono insensibili al problema della malattia dei polli (leggi aviaria), almeno per i piccoli allevamenti.
I paesini che attraversiamo, anche qui sono quasi in abbandono ed hanno poco da offrire al turista se non la pace, che non è cosa da poco.
A Palaz de Rei ero convinto di trovare almeno il palazzo del Rè, invece la città non offre nulla di storico. Si trova alloggio in una pensioncina, per 25 €, dove abbiamo cenato a base di “pulpo galero” e “pimento del padron”.
Qui abbiamo conosciuto Nicola da Zanè che è in viaggio per Santiago, partito a piedi da Roma circa due mesi fa.

(nella foto: un vitello al pascolo, vicino ad un "Horreos")

sabato, giugno 24, 2006

31^ tappa: Sarria - Portomarin Km 22 ; - 89km a Santiago

24/06/2006 Partenza come ormai da manuale alle 7.00 e "desayuno" (colazione) al primo bar aperto. "Café solo largo" (caffè lungo) e due fettine di pane tostato con marmellata per il sottoscritto(Oriano); tazza grande "café con leche" (caffelatte) con due fette di pane tostato, marmellata e doppia brioche (ne mangia sempre due...)per Toni e quindi via di nuovo. Il cielo e' coperto e fa un po' freddo; minaccia di piovere, ma per fortuna non lo fà. Il cammino si snoda tra continui sali-scendi e nonostante la relativa brevità, mette a dura prova le nostre ormai stanche gambe. I piedi sembrano implorare: "per pietà fermati..... basta, non ne posso più'", ma la meta è così vicina che non possiamo certo mollare adesso. La storia del cammino comunque si ripete e così ieri sera, dopo tanti giorni che ci eravamo persi di vista, reincontriamo i due tedeschi Host e Herald con i quali avevamo condiviso i primi giorni di cammino e l'abbraccio è stato come tra vecchi compagni di ventura che si ritrovano dopo anni di lontananza. Il paesaggio di oggi assomiglia molto alle zone dei pascoli delle terre Tambresi; sembra di passare per pian delle "mosche", Pianon, San Daniele di qualche anno fa, quando pascolavano vacche in abbondanza e i sentieri erano pieni di "buazze". Alle 13.40 arriviamo a Portomarin, un paese completamente ricostruito sulle rive di un lago artificiale; il vecchio Portomarin infatti giace sotto il livello delle acque. Curiosità: la chiesa (vedi foto) è stata smontata pietra su pietra e ricostruita in alto e si leggono ancora i numeri con i quali erano state contrassegnate.